Navigazione
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
 
Tu sei qui: Portale News Archivio News LA PIADINA SI SPOSA

LA PIADINA SI SPOSA

22/03/2012

L'idea ce l'ha lasciata in eredità Tonino Guerra. Un'idea che è diventata un appuntamento  di gusto e riflessione sul pane antico di Romagna grazie all'impegno della Condotta di Cesena e che si rinnova ormai da dieci anni. 

Martedì 27 marzo prossimo, alle 20.15, sarà il ristorante Casali di Cesena a ospitare  la decima edizione de "Lo Sposalizio della Piadina", la manifestazione nata con l'intento di valorizzare  la  piadina, quella vera, anche nei menù dei ristoranti romagnoli.

La formula ormai consolidata del concorso - sposalizio vedrà confrontarsi sei  ristoranti tra i migliori della Romagna nell'abbinamento "piadina - cibo" che verranno valutati  da una qualificata giuria di esperti gastronomi presieduta da Silvio Barbero, dirigente nazionale di Slow Food, e da un pubblico di attenti buongustai. Sarà anche l’occasione di presentare la guida Osterie d’Italia 2012 (Slow Food Editore), nella quale sono segnalati tutti i ristoranti e i chioschi di piadina che saranno selezionati per la serata.

I sei ristoranti selezionati per lo "sposalizio" di quest'anno saranno: Cerina di San Vittore di Cesena; L’Aldiquà di Forlimpopoli; La Marianna di Rimini; L’Osteria del Gran Fritto, di Cesenatico; l’Osteria di Piazza Nuova di Bagnacavallo; Petito di Forlì.

Ed ecco i piatti, in ordine di assaggio, che verranno proposti, in maniera anonima e solo a fine serata si saprà chi li avrà preparati: seppie in umido con fagioli cannellini, saraghina affumicata con radicchio e cipolla, marinata di bovina romagnola su misticanza alla saba e ricotta dell’Appennino, porchetta di coniglio con ripieno di salsiccia di mora romagnola ed erbe di campo, frittatina morbida di agnello con gli stridoli, purea di borlotti con salsiccia e ristretto di Burson.

Saranno poi sei le  piadaiole titolari di chioschi (tutti pluripremiati con i titoli di Piadina D’Oro e Piadina d’Argento) che forniranno a ciascun piatto la "promessa sposa", la  piadina. Ecco le piadaiole: Cinzia Branzaglia  di San Vittore di Cesena; Maria Cellini di Pievesestina di Cesena); Melania Facciani di Borello di Cesena; Michela Giulianini, di Cesena); Rita La Porta di Ponte Pietra di Cesena; Veneranda Salvatori di Piavola di Mercato Saraceno.

Naturalmente non sarà la piadina ad essere giudicata ma il cibo che a lei verrà abbinato.

Durante la serata si degusteranno i vini della Cantina Braschi. Al termine: fichi caramellati de Le Fattorie Malatestiane con Squacquerone della Centrale del Latte di Cesena.

Saranno esposte le tele stampate romagnole della tradizione, a cura della Stamperia Pascucci, di Gambettola. Quota di partecipazione alla serata: 35 euro (30 euro a testa, per il socio e consorte). L'incasso servirà a realizzare progetti culturali e gastronomici. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0547 622602, cell. 348.7517095.

La manifestazione è organizzata da Slow Food Cesena e dalla Confesercenti Cesenate in collaborazione con l'Associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola e con il contributo della Cassa di Risparmio di Cesena edella Cooperativa di Garanzia Credit Comm.

 

Intanto va avanti l'impegno del territorio a difesa della vera piadina romagnola. Le Confesercenti di Cesena, Forlì, Ravenna e Slow Food Emilia-Romagna hanno inviato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali le loro osservazioni di opposizione al disciplinare che vorrebbe dare il riconoscimento del marchio Igp (Indicazione Geografica Protetta) alla piadina prodotta dalle industrie, confondendola con quella dei chioschi. Le osservazioni sono state inviate, in relazione alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della proposta di riconoscimento della Igp “Piadina Romagnola”, allegando il parere e le osservazioni prodotte dal Professor Michele A. Fino, docente di Diritto alla Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Non si può equiparare la “Vera Piadina Romagnola” dei chioschi e di alcuni ristoranti a quella prodotta industrialmente e conservata nei sacchetti di plastica per la vendita nei supermercati. Questo disciplinare Igp non protegge la Piadina, perché non vengono salvaguardate freschezza, quotidianità, manualità e territorialità.

Azioni sul documento
Strumenti personali