Tu sei qui: Portale

Primo Piano

ECCO LA GUIDA DELLE OSTERIE 2015! UNA SERATA CON I PROTAGONISTI DELL'EMILIA ROMAGNA

osterie guida 2015Un quarto di secolo di guida Osterie d'Italia, venticinque anni di consigli firmati Slow food per percorrere l'Italia in punta di forchetta trovando in ogni angolo il luogo con la migliore cucina del territorio, tradizionale, attenta alle produzioni locali, fedele alle stagioni. 

La sezione Emilia Romagna della Guida si arricchisce inoltre della piccola monografia dedicata ai chioschi di piadine, con le segnalazioni dei migliori punti dove fare sosta per assaggiare lo street food romagnolo per eccellenza.

Quest'anno in Emilia Romagna sono complessivamente 98 le osterie segnalate, di queste tre quelle che debuttano in questa edizione, ossia: Trattoria Cantone di Carpi, Taverna del cacciatore di Castiglione dei Pepoli, Da Marco Osteria del Trentino a Piacenza. Il riconoscimento più alto, la “chiocciola” che identifica un locale che piace a Slow food in modo speciale per l'ambiente, la cucina e l'accoglienza, è andato a 15 osterie: Osteria Bottega a Bologna, Osteria del Vicolo nuovo da Ambra e Rosa a Imola (Bo), Ai due platani a Parma, Antichi sapori a Parma, Campanini a Busseto (Pr), Locanda Mariella a Calestano (Pr), La Baita Faenza (Ra), La lanterna di Diogene a Bomporto (Mo), Entrà a Finale Emilia (Mo), Da Cesare a Spilamberto (Mo), Osteria di Rubbiara a Nonantola (Mo), Da Giovanni al Belvedere a Guiglia (Mo), La Campanara a Galeata (Fc), Da Ottavio a Sogliano al Rubicone (Fc), Antica locanda del falco a Gazzola (Pc).

 

Per presentare la nuova Guida del 25° anno, Slow Food Emilia Romagna, insieme con le  Condotte di Cesena, Bologna, Forlì, Imola e Modena, organizza una cena speciale nel giorno del Terra Madre Day 2014, l'occasione cui Slow food celebra il cibo locale in contemporanea in tutto il mondo.  


terra madre day 2014

 

Il 10 dicembre alle 20

al ristorante Accademia dei Notturni in via Armiggia 42

a Bagnarola di Budrio (Bologna), tel. 051/ 6927122

alcuni degli osti dei migliori locali selezionati saranno presenti in cucina e in sala per proporre una serie dei loro piatti storici in una cena speciale. Parte dell'incasso della serata contribuirà al progetto “Diecimila orti in Africa” della Fondazione per la biodiversità Slow food. 


Il menù del 10 dicembre

Entrata: Piadina preparata a vista (Acqua e Farina di Andrea Montanari – Cesena, Ass. per la

Valorizzazione della Piadina Romagnola); Salame rosa e Mortadella del Presidio Slow Food

(Salumificio Bonfatti); Coppone Bolognese (Tamburini di Bologna); Squacquerone (Centrale del

Latte di Cesena)

Antipasto: Saraghina affumicata con radicchio e cipolla (Osteria del Gran Fritto/La Buca di

Cesenatico - FC)

Primi: Cappelletti ripieni di moletti, in brodo di paganelli (La Marianna – Rimini); Passatelli

asciutti con salsiccia di Mora Romagnola e radicchio (Accademia dei Notturni – Budrio di Bologna)

Secondo: Faraona al forno con patate arrosto (Trattoria Entrà – Finale Emilia -Mo); Pane (Az. Agr.

Tirli di Santa Sofia - FC)

Dolci: La Zuppa inglese e i Biscotti (Osteria del Vicolo Nuovo da Ambra e Rosa – Imola – BO)

Vini in abbinamento: Selezione dalla guida Slow Wine

Costo della serata: € 47 (€ 40 per i soci) e la guida 2015 in omaggio (in libreria a 22 euro)

Per prenotare 051-6927122 / 389 1414718


Un luogo ricco di storia per la cena del 10 dicembre

Dei tre complessi residenziali - Palazzo di sopra, il Floriano, Palazzo di sotto, borgo nuovo Malvezzi - che nel Sei e Settecento ebbero una intensa vitalità, mescolando le attività agricole, le feste campestri, le fiere e spettacoli per cui Bagnarola acquistava un particolare carattere gentilizio e rurale a un tempo, sta oggi rinascendo la Villa Ranuzzi Cospi - il «Palazzo di sotto», la Villa dei «Notturni». 

Già nel Cinquecento nella zona, fertile, boschiva, ricca di cacciagione, esisteva un casino di campagna dei Cospi. Nel Seicento apparteneva al Marchese Ferdinando Cospi, Senatore di Bologna e Balì dell'Ordine di S. Stefano di Toscana, la cui figlia Dorotea sposando un Ranuzzi ne originò il trapasso a questa casata. Nel primo decennio del 1700 il Conte Vincenzo Ferdinando Ranuzzi Cospi costituì la vecchia dimora con l'attuale Villa, ad opera di Sebastiano Bertelli. Benché siano venute meno le quinte arboree e i viali che l'attorniavano, la villa si impone ancora per la distesa ed equilibrata bellezza dei fabbricati: alla centrale residenza padronale si affiancano due grandi edifici rustici, porticati e affrontati dai prospetti uguali della chiesetta e della ghiacciaia. Lo slancio di queste ultime, l'armoniosità delle singole architetture riscaldano l'impeccabile simmetria del complesso. Sul portale, che dal loggiato esterno immette nel grande salone sono dipinti, accollati, gli stemmi dei Ranuzzi e dei successori Malvezzi: su di essi si estolle la figura di un cavallo alato, il «Pegaso» corsiero delle muse, secolare cimiero dei Ranuzzi. All'interno del palazzo padronale l'imponente salone centrale si orna di due grandi tempere del Gaddi, datate 1763, raffiguranti rovine, secondo la moda del tempo. Le accompagnano quattro sopraporte ovali, dello stesso periodo ed attribuite al Lodi e al Bertuzzi, con scene di vita naturale ed agricola. Al suo sontuoso carattere artistico dava un accento culturale il Conte Prospero Ranuzzi Cospi, fondando l'Accademia de «I Notturni», che quivi teneva le sue dotte adunanze e concerti. A questi eruditi raduni il Conte Prospero alternava cavalcate e concerti, cacce e spettacoli teatrali, simposi in villa e nei giardini, facendo così della Sua villa un vivido frequentatissimo centro di intellettualità e mondanità.

Per raggiungere l’Accademia dei Notturni, per non perdersi, NON usare mai il navigatore satellitare. 

Dall’autostrada A13:  prendere l’uscita Bologna Interporto e dopo 400 metri svoltare a sinistra su Via G. Marconi. Dopo circa 8 km

svoltare a sinistra  e imboccare Via Armiggia. 

Da Bologna: imboccare Via Stalingrado e proseguire per circa 10 km su SS 64. Prendere l’uscita verso Granarolo E./Budrio e proseguire su Via G.Marconi. Dopo circa 8 km svoltare a sinistra e imboccare Via Armiggia. 

Da Via San Donato:  proseguire sempre dritto (oltre Quarto Inferiore e Granarolo E.) per circa 10 km. Due chilometri dopo il centro di Granarolo prendere a destra lo svincolo per Budrio. Entrare in via G. Marconi . Dopo circa 3 chilometri svoltare a sinistra e imboccare via Armiggia. 

Da Budrio:  proseguire su SP3. Superata l’Abbazia svoltare su Via Armiggia.



--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

OLTRETERRA C' È L'APPENNINO FUTURO

oltreterra 

Oltreterra, ovvero "L'Appennino che verrà"

Quando si vogliono indicare territori al di fuori della quotidiana consuetudine del vivere si utilizza la proposizione “oltre”.     

Tanti sono i termini che prendono origine da questa breve parola, e tante sono le possibili idee che da sempre si sviluppano nella mente dell’uomo nel momento che la pronuncia. Sicuramente, però, è un termine che lega la mente dell’uomo alla ricerca e, quasi sempre, all’avventura.

Da queste considerazioni nasce l’idea di “Oltreterra”, un’avventura nelle montagne Appenniniche, una ricerca di

quanto queste terre nascondono e di quanto possano far sognare.

Terre di fiabe e di guerre, terre di Santi e di briganti, terre di conquista e di fuga, terre oltre, terre capaci di grandi

idee e di immense gioie. Oggi queste terre hanno bisogno di essere difese e riscoperte attraverso un’attenta ricerca di quanto possibile fare per unire, in maniera simbiotica, il complesso e intricato mondo naturale con l’uomo consapevole.

Gli Appennini, infatti, più di tutte le altre montagne del globo, sono montagne che hanno visto da sempre la presenza dell’uomo,

un uomo che si è ritirato in questi luoghi reconditi alla ricerca di cibo e dagli stessi è fuggito per lo stesso motivo. Un uomo

che in queste Sante terre ha trovato la pace con Dio e la naturale difesa dall’invasore. Terre capaci di rigenerare e riconquistare

la pace dell’anima e della terra. Terre aride e difficili che hanno prodotto i “legni” delle grandi città e cibi unici e irripetibili.

Terre che hanno forgiato uomini tenaci che con la loro sagace intelligenza hanno imparato a vivere di natura, …con la natura.

 

Oggi queste terre urlano la loro tristezza per la lenta perdita di quell’uomo invasore che l’ha spesso danneggiata e maltrattata,

ma ha saputo anche studiarla e amarla fino all’ossessione. Terre per secoli ospitali stanno tornando selvagge,

grandi tradizioni e antichi “saperi” si perdono, magnifiche strutture crollano, e intere Comunità invecchiano senza poter

difendere la dignità di una propria grande storia.

 

“Oltreterra” nasce per difendere il diritto all’esistenza di queste Comunità Appenniniche che “nell’Appennino che verrà”

hanno a suo tempo deciso di mantenere in vita una storia

secolare di uomini e montagne. “Oltreterra” si propone come HUB per quelle iniziative capaci di mantenere vive le Comunità Appennini che attraverso l’unico modo possibile; mantenere servizi ed economia, elementi essenziali di una Comunità capace di perpetuarsi nel tempo.

“Oltreterra” nasce da un’idea della condotta Slow Food di Forlì che, in collaborazione con la condotta Slow Food del

Casentino, le associazioni di promozione locale presente nei Comuni del Parco e il contributo del Parco Nazionale delle

Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, mirano alla valorizzazione delle migliori idee replicabili realizzate nei

territori montani Italiani ed internazionali.

Un momento di incontro avente come obiettivo quello di raggiungere il sogno di un “territorio rurale a qualità totale”

dove tutto viene pensato e realizzato nel rispetto dei concetti fondanti dell’associazione braidese, dove la “vision” che il

complesso territoriale che aderisce al progetto si da è uno solo, quello della qualità senza compromessi.

Il progetto “Oltreterra” è un’idea di largo respiro che non si limita alla semplice realizzazione di un evento, ma alla

applicazione di un idea che parte dall’adesione da parte del territorio del Parco Nazionale al progetto “territorio rurale

a qualità totale”. Un progetto che mira a stimolare l’applicazione fattiva di un complesso di buone pratiche che si

originano dal motto “buono, pulito e giusto” partendo dal progetto delle mense scolastiche da applicare nei comuni

del Parco, per arrivare, insieme, alle strutture aderenti, alla qualità totale percepita, attraverso l’adozione di conseguenti

buone pratiche che le Associazioni e gli Enti aderenti decideranno di perseguire al fine di alzare, in maniera percepibile

e misurabile, la qualità complessiva del territorio anno dopo anno, oltreterra dopo oltreterra.

“Oltreterra”, prevede una forte collaborazione con le Associazioni di promozione locale al fine di rendere prioritaria

l’azione di promozione dei nostri agricoltori con le loro produzioni agricole, i nostri artigiani con le loro magnifiche creazioni

(creature), i nostri boschi e le nostre montagne, con i loro gnomi e le bellissime fate, le nostre pievi e le case di pietra.

Come è nello spirito di “Territorio rurale a qualità totale” che si affida principalmente al principio di emulazione (vedo

il bello per imitarlo e miglioralo), “Oltreterra” si propone come momento in cui vengono presentate le migliori realizzazioni

capaci di creare economia (buona, pulita e giusta) nei territori appenninici. Una mobilitazione di tutte le condotte

interessate dagli Appennini per individuare e comunicare le esperienze, pubbliche o private, che possono migliorare la

vita delle Comunità degli Appennini.

programma 15 novembre 

 

 --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Comunicato

L'Emilia Romagna al Salone del Gusto 2014

Storie di uomini, prodotti e territori 

 

Si dice Emilia Romagna e si pensa all’accoglienza, a una regione dove  si vive e si mangia bene. Ci sono prodotti entrati ormai nell’immaginario  collettivo italiano e mondiale che rafforzano questa sensazione. Ma c’è  anche tanto altro e di grande valore, magari fuori dalle rotte consuete e più conosciute, in particolare nei territori collinari, montani o vallivi, protetti  entro i confini di quelle vere e proprie riserve di biodiversità naturale, agricola e anche umana, che sono i Parchi.

Allo stand Slow Food Emilia-Romagna del Salone del Gusto 2014, Pad. 1 Stand A/B 27/28, organizzato insieme a Regione Emilia-Romagna, Unioncamere, APT e Parchi dell’Emilia-Romagna, racconteremo appunto quelle storie di biodiversità gastronomica e paesaggistica, che rendono la nostra regione una meta ricca di luoghi, persone e sapori che vale la pena scoprire. Storie fatte soprattutto di persone.

Nei giorni del Salone infatti i protagonisti saranno i produttori e gli chef emiliano romagnoli dell’Alleanza, aiutati in cucina e ai tavoli dagli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore “ Motti” di Reggio Emilia e “Scappi” di Castel San Pietro e Casalecchio di Reno, che daranno voce e forma al loro legame con i diversi territori della nostra Regione.   Mappa dei presidi in regione

 

 

Verranno proposti aperitivi, dove i produttori dei diversi Parchi presenteranno i loro prodotti, mentre gli chef si alterneranno a pranzo e a cena presentando ricette della tradizione e alcune sfiziose rivisitazioni. Appuntamento di rilievo in chiusura lunedì 27, con l‘Asta Benefica di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP che sarà battuta da Carlin Petrini. Il ricavato finanzierà interventi in Africa per l’emergenza causata dal virus Ebola.

 

 

 

Il programma giorno per giorno 

da giovedì 23 a lunedì 27 ottobre

 
Giovedì al Salone  Programma_Salone del Gusto 2014_low-3.jpg  Sabato al Salone

Domenica al Salone    Lunedì al Salone
Azioni sul documento
Strumenti personali