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LA FAVOLA GASTRONOMICA DELLA LOCANDA AL GAMBERO ROSSO, CHE CHIUDE E AL TEMPO STESSO SI EVOLVE. IL 30 SETTEMBRE A BOLOGNA CARLO PETRINI E SETTE CHEF PER GIULIANA SARAGONI
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Da quando un paio di mesi fa confermarono la notizia della chiusura, alla Locanda del Gambero rosso di San Piero in Bagno è iniziato un pellegrinaggio senza sosta. Amici, clienti, curiosi che pensavano di poter passare di lì prima o poi, ma che alla fine hanno dovuto affrettarsi per provare con il loro palato, il loro naso, i loro occhi e le loro orecchie  la favola culinaria di Giuliana e Moreno, una maestra e un impiegato comunale divenuti ambasciatori di vera cultura gastronomica. In via Verdi numero 5 si cucinerà l’ultimo pranzo domenica 31 agosto. Poi le stanze  ricolme di ospitalità, profumi di erbe e di cucina, amici, risate di chi si sente a casa e sta bene, si svuoteranno. 
 
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Giuliana  e Moreno
 
La Locanda al Gambero Rosso non passerà di mano. La casa di famiglia resterà lì, nel piccolo paese aggrappato all'Appennino, in attesa di riempirsi eventualmente della nuova storia che  vorranno costruire i nipoti, come a loro tempo, ed era solo il 1992, fecero Giuliana e Moreno.

Gli amici e i clienti affezionati, che in queste settimane hanno fatto andata e ritorno anche da altre regioni per salutare una cuoca, un’idea di cucina e un’atmosfera unica,  un po’ dovranno rassegnarsi. Ma dopo ventidue anni, dopo aver  costruito stagione per stagione un pezzo di storia della ristorazione italiana e aggiunto un capitolo importante alla nostra cultura gastronomica, il progetto di Giuliana e famiglia non finisce, semplicemente cambia. La storia si evolve. 

 

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Il saluto della Condotta di Cesena a Giuliana e alla Locanda, cena del 29 agosto


Da dicembre  Michela, la figlia di Giuliana e Moreno, con il marito Paolo  prenderanno le redini di Eataly Forlì, nello spazio  dell’Osteria Romagnola  che  verrà allestito all’interno  continuerà a dire la sua la cucina di casa di Giuliana, e Giuliana stessa sovrintenderà e guiderà i primi passi “dei ragazzi”. Così  le polpette di nonna Diva, i tortelli alla lastra, i basotti, la zuppa di erbe, i tortelli ai fiori di sambuco, il caffè in forchetta… torneranno ad essere bocconi di memoria ma anche di sostanza e sapore come lo sono stati in questi 22 anni.

 

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Polpette della nonna Diva e tortello alla lastra

Moreno, assicurava  lui stesso ai commensali dell’ultima cena della Condotta Slow food di Cesena al Gambero venerdì 29 agosto (qui nella nostra Galleria altre foto della serata) , continuerà a raccogliere le sue erbe di campo, consapevole di aver tracciato e non solo ripercorso un sentiero, insieme alla sua Giuliana, a beneficio di  una generazione di nuovi ristoratori. Nobu, il cinquantunesimo stagista  giapponese passato dalla cucina  del Gambero continuerà il suo percorso insieme all’ottima Alina nella nuova realtà forlivese. Giuliana dispenserà la sua sapienza culinaria dove continuamente la chiamano, nei prossimi mesi sarà in cattedra al'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e penserà  finalmente a un libro delle sue ricette. Ricette antiche che sono state capaci di una piccola  rivoluzione. La solare Michela, e Paolo, saranno la continuazione in città di questo viaggio iniziato ventidue anni fa in montagna.

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Nobu, Giuliana, Alina nella cucina del Gambero Rosso

 

Gli amici per Giuliana

I saluti non sono finiti. Il 30 settembre a Bologna nei locali del ristorante Polpette e crescentine (via dei Fornaciai 9) Slow food Emilia Romagna chiama a raccolta sette chef italiani, alcuni dei quali romagnoli, tutti amici di Giuliana Saragoni cucineranno per lei. 

Alla cena parteciperà anche Carlo Petrini

Sette  saranno i ristoranti presenti e quindi sette  i piatti serviti durante la cena. Cucineranno:

 

AMERIGO DAL 1934 (SAVIGNO)           

VECCHIA MARINA (ROSETO DEGLI ABRUZZI) 

DENTRO LE MURA (TERMOLI)

LOCANDA DELLE GRAZIE (CURTATONE)

LA CAMPANARA  (GALEATA)  

OSTERIA DEI FRATI  (RONCOFREDDO) 

LA SANGIOVESA  (SANTARCANGELO DI ROMAGNA)

 

Tre  le aziende vinicole:

GRADIZZOLO OGNIBENE (MONTEVEGLIO)

TENUTA DIAVOLETTO  (BERTINORO)

PAOLO  FRANCESCONI  (FAENZA)

 

Il pane sarà offerto da

IL FORNO DI CALZOLARI  (MONGHIDORO)

 

Si parte alle 20 con l’aperitivo in piedi con la Mortadella di Mora Romagnola (nuovo Presidio Slow Food)

 

Costo 45 euro, 40 euro per i soci Slow food. Il ricavato  della serata sarà devoluto per il progetto della Fondazione Slow food per la Biodiversità “Diecimila orti in Africa”.

 

Per le prenotazioni:  3478711832 -  humberts@alice.it

 

 

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Caffè in forchetta

(Testo Laura Giorgi, foto Mauro Monti)

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